Migrare applicazioni legacy nel cloud con Azure App Service Managed Instance

di Cristian Civera, in Azure Web Site,

Quando ci troviamo a modernizzare applicazioni Windows complesse o con molte dipendenze, spesso ci scontriamo con la difficoltà di migrare nel cloud senza dover riscrivere intere parti di codice. In questi casi, Azure App Service rappresenta una soluzione ideale per ospitare applicazioni web e API in un ambiente completamente gestito, eliminando la necessità di occuparci dell'infrastruttura sottostante. Tuttavia, fino a poco tempo fa, le app con componenti nativi o dipendenze di sistema non potevano essere facilmente spostate su un servizio PaaS tradizionale. Qui entra in gioco la Managed Instance su Azure App Service, attualmente disponibile in preview.

In termini generali, Azure App Service offre un ambiente PaaS scalabile, sicuro e integrato con i principali strumenti di sviluppo. Ci permette di pubblicare e gestire applicazioni web, API REST e backend mobili senza preoccuparci della gestione di server, patch di sistema o configurazioni complesse. Con la nuova Managed Instance, questo modello viene esteso per supportare scenari che richiedono un maggiore livello di personalizzazione e isolamento, mantenendo al tempo stesso i vantaggi della piattaforma gestita.

Il principale vantaggio di Managed Instance è la possibilità di eseguire applicazioni che dipendono da funzionalità di basso livello del sistema operativo Windows, come Component Object Model (COM), chiavi di registro personalizzate o installazioni MSI. In un App Service standard, tali configurazioni non sarebbero consentite, ma con Managed Instance possiamo finalmente gestirle grazie a un ambiente dedicato, pur restando in un contesto PaaS.

La creazione di una Web App per Managed Instance avviene direttamente dal portale Azure, selezionando la sottoscrizione e il piano corrispondente. In questa fase definiamo il resource group, il nome dell'applicazione e il runtime stack da utilizzare, ad esempio ASP.NET V3.5 per applicazioni legacy. Scegliamo anche l'area geografica in cui distribuire il servizio e il piano tariffario associato, come il Premium V4 (Extra Small), che garantisce 4 GB di memoria e 195 ACU/vCPU.

Una volta completata la configurazione iniziale, la sezione Advanced consente di impostare il comportamento del piano gestito tramite uno script di configurazione PowerShell. Questo script, contenuto in un archivio ZIP, viene richiamato automaticamente durante l'inizializzazione dell'ambiente e permette di installare librerie, componenti o dipendenze di sistema necessari al corretto funzionamento dell'applicazione. È sufficiente indicare l'account di archiviazione, il contenitore e il percorso del file nello schema seguente:

Dopo il deploy, la Managed Instance viene visualizzata nella sezione Instances del service plan. Da qui possiamo monitorare le istanze attive, riavviarle e, soprattutto, configurare Azure Bastion per connetterci in modalità Remote Desktop (RDP). Attraverso questa connessione sicura possiamo anche accedere a strumenti come IIS Manager per gestire l'ambiente e diagnosticare in modo più approfondito eventuali problemi applicativi.

In definitiva, Managed Instance su Azure App Service ci consente di portare nel cloud applicazioni legacy senza riscrittura, combinando la flessibilità di un ambiente isolato con la semplicità di gestione del PaaS.

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